Utente: sherazade2005
Nome: A.
Sono? sicuramente non "come tu mi vuoi". L'odio? richiede inutile concentrazione e sofferenza. L'Amore? un optional costoso. Il segreto? saper ben declinare la propria scelta di solitudine.

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mille e una vita da raccontare
"Do Androids dream of electric sheep?"
domenica, 05 luglio 2009, 05/07/2009 18:19

 

 

“In Italia,

l’indignazione

dura  meno dell’orgasmo.

E poi viene sonno.”

 

Un momento caro Paolini (*) io non generalizzerei troppo; dipende.

Dipende da ogni singolo orgasmo e soprattutto dalle coppie (maddai più si è, meglio sarebbe in questo cas(in)o!)  che lo pongono in essere.

O no?

Intanto se io fossi un uomo mi incazzerei parecchio a vedere i miei sforzi tantrici liquidati sia nell’ exploit  che nella soluzione finale del grande sonno ristoratore di chi dorme il riposo del guerriero.

 

Infine una nota personale.

Brutta vita per i miei compagni! A me ‘dopo’ viene sempre voglia di chiacchiarere – non di tubare e fare la mielosa (però può succedere e non so sei sia meglio) - e non essendo preda del sonno, ogni argomento è buono al punto tale che, in preda a grande scoramento, il suddetto tapino non trova altra soluzione che…riprender da dove s' era lasciato.

E dunque, caro Paolini – ripeto – dipende.

 

Qualcuno ricorderò il mio post (marcoNE soprattutto, e se vorrà spiegherà meglio lui) sull’Orgasm Day, dunque, riappropriamoci dell’argomento e diamoci da fare. Orgasmoni? Orgasmini?

Sususu' niente pigrizie!  la Patria chiama:


INDIGNIAMOCI,

indignamoci il più possibile e non cediamo al sonno.

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,

(*)  infatti la citazione è tratta  da I-TIGI a

Ghibellina, dvd che ripropone il Racconto per Ustica di Marco Paolini.

 

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giovedì, 02 luglio 2009, 02/07/2009 13:39

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(…) Paul Virilio (architetto e sociologo) che conosce per mestiere l’infinita sequenza dei disastri, sostiene che l’incidente è ciò che accade a noi tutti, propriamente l’incidente sarebbe il tempo stesso che passa, un tempo sempre più veloce, sempre più incalzante: il tempo è l’incidente degli incidenti.(…)

 

(…) La velocità ha trasformato radicalmente la vita umana, così che ci muoviamo di incidente in incidente.

In tutto questo la catastrofe divoratrice di vite umane di Viareggio, con le sue fiamme alte sopra i palazzi e case, si presenta come forma di un evento quassi inevitabile.

L’esplosione delle cisterne di gas è la rivelazione della potenzialità stessa dei nostri combustibili, così come le inondazioni evidenziano le potenzialità distruttive dell’acqua e i terremoti (L’Aquila è l’ultimo esempio di ‘ca(o)sa’ nostra, aggiungo di mio) la forza del movimento della terra.

Una prospettiva che rovescia la visione consueta delle cose  per cui l’incidente non è più l’eccezione e il controllo del mondo la norma, bensì l’incidente la sua (nuova) regola.”

La Stampa, 1.07.09,'La nostra Cernobyl quotidiana’ art. di Marco Belpoliti

.

C’è una soluzione possibile? Possiamo pensare di rovesciare l’incidente imponendogli di tornare ad essere una possibilità remota e non la normalità?

Mi guardo intorno con sgomento e vi ho riportato le parole di un bell’ articolo di Marco Belpoliti “ perché io, nel mio pessimismo conclamato verso questo Governo, non vedo possibilità di soluzione se ai proclami enfatici del “tutto va alla grande” non opponiamo e mettiamo in conto la possibilità di guardare il disastro e rimboccarci le maniche anziché calarci le braghe dreaming la California nostrana del Billionaire e La Certosa, ma sempre da poveracci e cioè dal buco della serratura delle (sue) televisioni e della (sempre sua) editoria.

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martedì, 30 giugno 2009, 30/06/2009 13:13

 

 

Mao:

«Gli scambi tra i nostri paesi al momento sono davvero miseri. Bisogna incrementarli. Sapete, la Cina è un paese molto povero. Quel che abbiamo in eccesso sono le donne». (Risate)

Kissinger:

«Per quelle non ci sono quote e neppure dazi».

Mao:

«Se volete ve ne possiamo dare un po'...» (ride).

Zhou En Lai:

«Naturalmente, su base volontaria».

Mao:

«Lasciate che vengano da voi. Faranno disastri. E ci libererete di un peso...» (risate) (...) «Volete le nostre donne cinesi? Ve ne possiamo dare dieci milioni». (risate, in specie tra le traduttrici).

Kissinger:

«Il presidente rilancia».

Mao:

«Per voi sarà un disastro». (...)

Kissinger:

«Studieremo la loro utilizzazione e collocazione».

Mao:

«Se chiediamo loro di andare credo che lo faranno».

Zhou:

«Non è detto».

Mao:

«Colpa delle idee feudali, dello sciovinismo diffuso in tutta la nazione».

Kissinger:

«Saremo pronti a riceverle».

Mao (alle traduttrici):

«Ragazze, oggi mi sono lasciato andare a delle stupidaggini per le quali dovrò chiedere il perdono delle donne cinesi».

 

 

 Questo scambio di battute tra il Presidente Mao e Henry Kissinger dimostrano che il ‘nostro’ si è documentato così fattivamente da fare proprie e amplificare le facezie tra i due indiscussi grandi statisti anche se, di tale ‘leggerezze,’ noi donne avremmo fatto  volentieri a meno, quale che fosse la fonte.

.

.

 

E come non ammettere che sulla  captatio benevolentiae di  Kissinger

«Studieremo la loro utilizzazione e collocazione»? anche Ghedini Nicolò,  l’onorevole (pagato da noi ma avvocato a tempo indeterminato di B)   si era ben documentato quando ha sdoganato  il ruolo filantropico dell ‘utilizzatore finale?

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venerdì, 26 giugno 2009, 26/06/2009 12:21

 

www.babelgum.com

 

Piluccando tra i vari inserti, di cui ogni giorno, ogni singolo quotidiano ci sommerge,  io vado a snidare (odio/timore-amore) dati, informazioni, “dritte” che riguardano il web.

 

Questa segnalazione a me sembra interessante e ve la giro considerando anche il lungo ponte che ci accingiamo e percorrere non avendo dalla nostra la completa  benevolentia metereologica.

 

Babelgum è una ‘web tv’ di nuova generazione,  assai ambiziosa che vuole entrare nel mercato globale (cosa non è globale oggi?) dando spallate di non poco conto, tra le quali l’offerta di una applicazione mobile (cioè per cellulari) insieme a un sito web ideato per il telefonino. Questa prima opzione – confesso – non mi attrae eccessivamente.

 

Invece, per chi si diletta di TV  dal computer, Babelgum consente di vedere video ‘ad alta definizione’ dal browser senza l’installazione di software (madonnina come so’ brava :=) !)

I canali principali sono cinque : Music, Comedy, Film, Our earth, e Metropolis.

Alcuni contenuti sono vere chicche in esclusiva come (cito dall’articolo) Bananaz , film-documentario, Downstream  il controverso cortometraggio della regista Lesile Iverks,  e perfino lee clip di Colorado Caffè (il progetto è studiato e studiato per Inghilterra, Usa e Italia)

 

E poi Musica! Musica di alto livello grazie agli accordi presi con la Sony,  la Emi e altre majors discografiche.

 

Personalmente ho dato uno sguardo senza avere il tempo (ancora) di approfondire e dunque prendete quello che ho scritto con il beneficio del dubbio e magari sappiatemi dire le vostre impressioni.

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domenica, 21 giugno 2009, 21/06/2009 17:47

.

 

“Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti,

o uomo meschino,

ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo

e un orientamento ad esso.

E anche se tu non t’ accorgi

Non per te infatti questa vita si svolge,

ma tu piuttosto

vieni generato per la vita cosmica” (Platone)

 

 

 

In questi ultime mesi soprattutto, i media danno grande risalto al popolo dei blog, citano esempi, sciorinano dati, insomma sembra che anche noi , anche io nel numero, nella mia vergognosa incapacità di destreggiarmi e di dare compiutezza a un qualsivoglia ragionamento che vada oltre l’infarinatura, ebbene anche io, messa nel calderone, contribuisco a lanciare un segnale, un’impronta, a marcare i sentimenti dei più, di quel popolo, appunto,  che affolla la rete e diventa (fanno diventare) iceberg di riferimento.

.

Tutta questa responsabilità porrebbe chiunque di noi difronte al bivio del “Dico o non dico?”, “Ho il do-ve-re?” di fare riferimento di esprimermi in questo terreno melmoso, in questa lava che lava non è ma liquame che piano e inesorabilmente si insinua nelle nostre case, e dunque ci impone la responsabilità di fare dei distinguo.

.

Non per pigrizia ma per rispetto di noi tutti vorrei mantenere questo mia spazio silenzioso, non cancellare ma coprire, come si copre con dolore un corpo morto che va in putrefazione al quale vorremmo dare sepoltura mentre c’è ancora chi seziona, scoperchia, analizza e vuole capire “Perché”

..

 .

.

.

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martedì, 16 giugno 2009, 16/06/2009 12:42

 

Pensavo…sembra impossibile ma ancora riesco a pensare. Farneticare, forse si adatta meglio.

 

Chi più chi meno, in un modo o nell’altro ci troviamo a dover mettere insieme il pranzo con la cena.

Personalmente non pranzo perché il panino del bar mi si piazza sullo stomaco e lo rigurgito a mo’ di

mucca fin verso il tardo pomeriggio. Ho provato con un cono gelato ma anche lui mi resta indigesto a quell’ora.

Potrei, forse,  sedermi a prendere un’insalata ma all’ora di pranzo, un po’ ovunque in centro, c’è un reply di Attila. Barbari inferociti accerchiare tavolini e sediole occupate e, oltre i 3 o 4 minuti ammessi, senti volare al tuo indirizzo lame lucenti di sguardi incarogniti.

 

Ordunque il punto. Il punto?  Maddai, solo una ricetta fresca fresca con cui rifarsi il palato in santa pace, nel fresco della sera, seduti davanti alla tivvu’ con decoder (mi raccomando de-co-der, da oggi!)  in modo che Emilio Fede, almeno lui, e la sua piacevolezza ti regalino qualche minuto di amenità.

 

La ricetta? Mmm.. la ricettina dove l’ho messa? No, ora non la trovo.

 

E dunque perché non ne suggerite VOI una, fresca e veloce, appetitosa e leggera, mentre io continuo a cercare la mia?

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venerdì, 12 giugno 2009, 12/06/2009 09:46

 

Giorni immobili  

Muti richiami

Gelo

 

Novia distesa

Corpo

Arpa docile

Canto sottile

Dentro

 

esplosione dell’ assenza

gemito sincopato

 Estasi

Profumo pungente

Estate.

 

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lunedì, 08 giugno 2009, 08/06/2009 14:18

 

Incontro pubblico dedicato alla memoria di Enrico Berlinguer

a 25 anni dalla sua scomparsa

 

***

 

Roma, Piazza Farnese, giovedì 11 giugno, ore 18.30 - 20.00

 

 

         Siamo un gruppo di cittadine e cittadini che - ispirati dalla memoria di Enrico Berlinguer - hanno sentito l’esigenza di celebrare in mezzo alla gente il venticinquesimo anniversario della sua morte. L’11 giugno è una data simbolicamente assai rilevante per tantissimi italiani: Enrico Berlinguer morì su un palco a Padova mentre teneva un comizio per le elezioni europee del 1984,  nell’adempimento del suo dovere, del suo lavoro.

 

         Al di là dell'eredità politica dell'uomo, che ancora divide, è talmente grande il lascito morale, il prestigio, il carisma, la nobiltà della sua figura, che non verrà mai meno il bisogno di ricordarlo.

 

         L’esempio dell’uomo e del politico Enrico Berlinguer rappresenta un patrimonio per l’intera nazione, al di là degli steccati di parte. E di tale esempio noi siamo convinti che l’Italia e gli italiani abbiano ancora estremo bisogno, soprattutto in una stagione così travagliata come quella che il nostro Paese sta attraversando.

 

         Ricordarlo in Piazza Farnese - in tanti - può rappresentare un tributo alla sua persona, ma soprattutto un richiamo alle coscienze di noi tutti ed un appello a ricordare per le giovani generazioni.

 

         Non sentiamo il bisogno di 'prove di forza', ma sarebbe bello essere insieme, numerosi, giovedì prossimo in quella incantevole piazza romana.

 

         Dunque se la nostra motivazione vi convince, venite ed invitate altri cittadini a esserci. Ricorderemo Enrico Berlinguer attraverso le brevi testimonianze di chi vorrà prendere la parola.

 

                              Arrivederci a Piazza Farnese. 

.

Questo il mio modo di bypassare queste ultime giornate, di superare i bla bla bla post elettorali e di pormi serenamente, con lo  sguardo volto al futuro, chè anche dai numeri scorporati e analizzati con saggezza si  possono individuare 'auspici' favorevoli di ripresa.

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giovedì, 04 giugno 2009, 04/06/2009 16:23

 

In fondo sono una signora, un po’ suis generis, ma pur sempre una signora dell’altro secolo

 

e dunque sta per iniziare il silenzio, il silenzio prima della tempesta, dove tutti diranno tutto e il contrario di tutto perché tanto due più due ora tirando e ora strattonando esalterà da una parte il tri-pudio o, qual colpo di tosse mettendosi per traverso, spazzerà via la sinistra in Italia

 

ma io da ospite impeccabile, seduta compostaMENTE nel mio spazietto, non proferiro’ verbo, non muoverò un muscolo uno, chiederò a Clodilde  (ma femme de menage) di farvi accomodare

 

guarderò con occhio costernato il tempo ballerino, contrita  lamenterò tra me e me stessa la dipartita delle mezze stagioni, e all’improvviso al cader delle prime gocce, pigolerò esausta:

 

Piove, piove di nuovo!”

 

Piove, GOVERNO LADRO!” …

 

…ma siete stati voi, voi miei cari ospiti, a dirlo: una signora non parla di politica, fa gossip da salotto (che poi sia la stessa cosa è del tutto casuale, come ogni riferimento a persone o fatti ..ecc..)

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lunedì, 01 giugno 2009, 01/06/2009 17:38

 

 

 

Sono giorni strani, mi aggrappo a tenerezze, mi lascio condurre per mano dai sentimenti.Cerco in ogni modo di essere altrove. Chi viene con me? dentro questa favola? Ma poi?

Leon Valutazione 5 stelle su cinque Un film di Luc Besson. Con Gary Oldman, Jean Reno, Danny Aiello, Natalie Portman, Francia 1994

 

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